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Cos'è?

Questo weekend ho partecipato agli #SDBAwards di Parma dove ho avuto l’occasione di prendere parte a #Batro15: una gara fra 4 team basata sulla gestione di un blog aziendale e la stesura di contenuti dedicati.

Ho avuto il piacere di giocare con una squadra fantastica insieme a Riccardo Scandellari, composta da ragazzi di tutta Italia che, con grinta, precisione e voglia di fare si sono sporcati le mani e dati subito da fare. Il che non è poco. Non è semplice lavorare in squadra con persone che si sono conosciute appena qualche ora prima.

La squadra con cui ho avuto il piacere di entrare in gioco ha deciso, come sottolineato anche da Riccardo, di scrivere un articolo basato sulle esigenze di un potenziale cliente-azienda. Un articolo che rispettasse il brief ma che fosse allo stesso tempo promozionale per un determinato prodotto. Un articolo che guidasse i prospect (single che amano i viaggi di avventura) a capire il valore aggiunto del prodotto, inserendolo in una determinata cornice.

Un articolo, quindi, che tenesse conto sia delle esigenze aziendali (vendere il prodotto, fatturare) sia delle esigenze del consumatore (risolvere un particolare e delicato problema).

Perché, effettivamente, tu consulente non troverai mai un cliente che ti chiederà

”Guarda, questo mese voglio emozionare i miei clienti, raccontiamo una storia sul nostro blog”

Il blog aziendale non può emozionare: deve nutrire, guidare, informare, educare il proprio pubblico. Deve essere scientifico, dare una soluzione ad un particolare problema. Un cliente, invece, ti chiederà

“Guarda, questo mese abbiamo questo nuovo fighissimo prodotto. Voglio promuoverlo sul nostro blog. L’obiettivo è fatturare”.

Web Marketing e il Blogging sono una scienza

Il Blogging è un canale di Web Marketing, da inserire in una strategia di comunicazione che tenga conto anche di altri canali come i Social Media, l’email, i motori di ricerca e così via.

Non dimentichiamoci di un piccolo grande dettaglio: il web marketing non è una disciplina vaga, senza principi e senza regole. Devi basare l’analisi, la strategia, il monitoraggio su un approccio scientifico. Alle aziende non interessa che il post sul blog ha raggiunto 5k di visualizzazioni in due ore. Interessa fatturare, convertire, guadagnare (giustamente). E a te consulente interessa capire perché il post X ha convertito di più rispetto al post Y e perché l’immagine Z ha ottenuto più click dell’immagine W.

Il bello del Web Marketing è proprio la possibilità di tracciare e monitorare tutto: vedere quanti utenti cliccano un determinato link, cosa fanno una volta arrivati sul nostro sito web, quanti decidono di iniziare il processo di acquisto, quanti si fermano e dove si fermano, quanti invece acquistano e quindi generano una conversione.

Con questa mole di dati a disposizione non abbiamo scampo: non possiamo nasconderci dietro il mito dell’emozionare. Può emozionare un post su Facebook, può emozionare uno spot su Youtube. Ma non un articolo di blog proprio per la natura stessa dello strumento.

Ai ragazzi di Classe VII e VIII

Vi auguro un grande in bocca al lupo per il vostro futuro. Siete stati fantastici ed è stato un vero piacere conoscervi! ;)

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    10 Comments

  1. Francesco

    E’ stato interessante partecipare a questa #BattleRoyale e leggere tutti gli articoli pubblicati da chi vi ha preso parte, soprattutto per vedere le differenze nei punti di vista… Quindi tu non credi nella possibilità che un articolo, se strutturato come storia o come racconto “emozionale”, possa aiutare a vendere un prodotto? Non credi che l’essere capaci di trasmettere un’emozione al lettore, creando un rapporto empatico con lui, possa poi (indirettamente) predisporre il lettore ad acquistare il tuo prodotto o servizio?

    • Michele Papaleo

      Ciao Francesco,
      lo puoi fare con un contenuto su Facebook, uno spot video su Youtube (cerca Papà di Wind su Youtube) ma non con un post su un blog aziendale. Con un blog aziendale devi riuscire a comunicare come risolvere nel migliore dei modi possibili un particolare problema e come soddisfare un determinato bisogno.

      Penso che un approccio più tecnico, seguito da una visione scientifica, possa dare più risultati.

  2. Monica

    Michele, un piacere anche per me conoscerti (nonostante tu sia stato cacciato dal nostro tavolo hihihih). I punti di vista sono sicuramente diversi, ma leggervi tutti, voi che questo lo fate di mestiere, ci costringe a porci delle domande e a trovarci anche le NOSTRE risposte.
    Il tuo punto di vista è condivisibile, ma io per come sono fatta una piccola emozione ce la metterei comunque. Ma resta il fatto che quello che lo fa di mestiere se tu e non io.
    Faccio tesoro di tutto.
    Certi passaggi, certi riscontri, le risposte che ci avete dato sono stati illuminanti (MOLTO illuminanti). Spero di poteri incrociare ancora sulla mia strada.
    Grazie

    • Michele Papaleo

      Ciao Monica,
      il piacere è stato anche mio :)
      Non sto dicendo che il mio approccio sia giusto o sbagliato, ma mi pongo sempre nei panni di un potenziale cliente di agenzia (non consumatore finale).

      Ci sono tanti modi per emozionare, un blog aziendale deve fare altro :)

  3. ilenia montagni

    Non sono d’accordo, io personalmente leggo un post se è gradevole, può essere divertente , dissacrante, emozionante, quello che vuoi. Credo profondamente che un blog aziendale ( non il sito, ovviamente) debba coinvolgere il lettore, ogni mezzo è lecito, ma soprattutto deve essere originale ogni volta che pubblica un contenuto, altrimenti annoia. Il blog, anche quello aziendale, per me è intrattenimento, il rischio altrimenti è di cadere nell’autoreferenzialità , che tutti odiano ( addetti ai lavori e lettori). Ma in conclusione, per te, cosa deve fare un blog aziendale?

    • Michele Papaleo

      Aspetta: quando dico che un post non deve emozionare non sto dicendo che bisogna scrivere tipo denuncia da commissariato. Sto solo dicendo che l’obiettivo da porsi non è quello di suscitare emozioni ma di rispondere ad un bisogno e risolvere un’esigenza.

      Il blog aziendale deve informare, educare, nutrire la propria community. Facciamo un esempio: ho un’azienda che produce t-shirt in cotone con un blog aziendale.

      Devo in qualche modo contribuire al fatturato, una serie di articoli potrebbero essere:

      – Come lavare le t-shirt in cotone
      – Come stirare le t-shirt in cotone

      Vai a risolvere il bisogno di un particolare segmento di mercato. Se il bisogno lo risolvi nel migliore dei modi possibili acquisterai fiducia da questo segmento. E se saprai sfruttarla questo segmento da prospect si trasformerà in cliente.

      Poi ognuno la vede come vuole :)

      • ilenia montagni

        Oh ecco! Adesso concordo pienamente con te: il blog aziendale deve dare informazioni utili al cliente. Se i cliente ha bisogno di emozioni diamoglielele , se ha bisogno di imparare a stirare facciamo un tutorial, se ha bisogno di un’ officina per installare i nostri ammortizzatori, diciamogli dove si trova. Grazie :)

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