Regolamentazione rete?

Sembra che ormai in Italia con le nuovi leggi che vogliono fare ci vogliono proibire la libertà di pensiero,di espressione e di ''scrittura''.

Non so se avete sentito la proposta di legge che sta portando avanti il ministro dell'interno Maroni dove vuole dare più potere ai magistrati per ''chiudere'' siti web che istigano alla violenza.

E saremo sicuri che la legge verrà rispettata o ne verrà fatto abuso come solito in Italia?

Certamente,come tutto d'altronde, basterà intendere in una maniera una determinata frase per far chiudere un sito ''scomodo'' al governo.

Ecco cosa ha detto Maroni al Corrieri il 16 dicembre 2009

Maroni spiega che «sulla Rete devono applicarsi gli stessi reati che si applicano per giornali e tv». «Il problema – prosegue il ministro – non è evitare che ci siano gli insulti: questa è una regola di buon senso, ma non può essere lo Stato a impedirlo. Noi vogliamo che si evitino i reati. La libertà di espressione e quella di manifestazione del pensiero devono essere garantite – ribadisce Maroni – ma se un utente fonda un gruppo chiamato "uccidiamo Maroni", ci troviamo davanti al reato di istigazione a delinquere. E se scrivo "quel tizio ha fatto bene a spaccare la testa al premier" può ravvisarsi l'apologia di reato». 

Dunque se io sul mio sito inserisco contenuti dove spiego come violare un sito web sarebbe istigazione a delinquere e dunque starei commettendo reato?E può bastare un semplice disclaimer per far capire al governo che il mio sito non ha nessuna voglia di istigare a delinquere ma è a puro scopo informativo e didattico?D'altronde se mettere articoli che trattano argomenti illegali a scopo informativo dovremmo censurare un po tutto il web e tutti i libri scolastici.

Personalmente questa Legge che Maroni sta portando avanti per quanto riguarda l'istigazione a delinquere è ottima perchè se cerchiamo nel web ci sono molti gruppi pro mafia,sfruttamento minori,fascismo,omicidi etc…però dobbiamo vedere come i magistrati useranno questa legge.

Michele

Leggi anche:

Switch to our mobile site