Insegnare per…passione o lavoro?

Molti filosofi hanno insegnato che per insegnare bisogna aver la giusta passione per la propria materia,in modo tale da poterla trasmettere ai proprio alunni…ma è veramente così?

In teoria la scuola dovrebbe essere un punto di incontro per la crescita mentale di ognuno,ma da un po di anni a questa parte sembra tutto cambiato.

Le scuole sono diventate delle aziende,dove il preside si occupa dell'amministrazione e i docenti fanno a gara a chi riempie prima le tre caselle dell'orale e dello scritto con i voti degli alunni.

Un docente che ha la fretta di finire il registro che impressione può dare ad un alunno?La macabra impressione che al docente della tua preparazione non gliene può fregar di meno e che gli interessa solamente finire il proprio registro.

Ma allora…si stava meglio quando si stava peggio? Pensiamo alle famose scuole di Filosofia dell'Antica Grecia,quello si che era spirito di insegnamento!

I filosofi-docenti non venivano pagati e lo facevano per il bene comune e per l'accrescimento culturale del singolo alunno.
Molte volte,infatti,capita che l'alunno veda nella materia insegnata il docente,e se il docente gli/le sta antipatico la materia la studia veramente poco (come faccio io con il francese :-D ).

Se un docente non si fa ''sentire'' interessato alla cultura del proprio alunno,come fà l'alunno a risultare interessato alla materia insegnata?

E allora di chi è la colpa? La colpa è di alcuni docente e del loro atteggiamento in classe verso i propri alunni.E poi quando il ministro fa le statistiche si lamenta che al Sud ci sono molte insufficienze,che venisse lei a studiare con i nostri docenti :)

Molte volte certe affermazioni si fanno per esperienze vissute…e questa è una di quelle :)

Michele

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