Erano appena le otto di mattina quando,per i rumori degli inquilini di sopra, Manverio si svegliò. Non passarono più di dieci minuti che bussarono alla porta. <
<L'avvocato è caduto dal letto questa mattina?>> pensò Manverio.
Andò ad aprire e come previsto si trovò davanti il suo caro (e unico) amico Narmo.
<<Qual buon vento la porta da me carissimo avvocato!>> esclamò Manverio.
<<Buongiorno a lei Manverio>> dissè cortesemente l'avvocato <<Ma se prima lei si fa una doccia mi fa un enorme favore!>> continuò l'avvocato.
Manverio andò a farsi una doccia e appena tornato chiese all'avvocato
<<Come mai così presto questa mattina?>> domandò con tono sarcastico <<Di solito arrivate alle sei di mattina!>>
<<E' stato ucciso il Conte Alyon…si crede magia nera!>>
All'affermazione fatta da Narmo,il detective scoppiò in una eclatante risata.
<<Caro Narmo,quante volte ti avrò ripetuto che non esiste magia?C'è una spiegazione razionale e scientifica a tutto.Ora andiamo a controllare>> rispose l'uomo.
I due si avviarono in carrozza ed attraversarono Londra.Erano appena le dieci ma la città era già viva: i negozi aperti,le strade colme di gente e i vari mercanti ambulanti.
<<Buongiorno detective: nessun segno di effrazione e…>> dissè il sergente Rinon
<<Si si mi risparmi il tutto.Piuttosto parliamo di cose serie…avete mai pensato di mettervi a dieta?>>
Puntualizzò Manverio con sarcasmo.
<<Beh in effetti sì ma non riesco proprio!>> rispose Rinon
<<E' più che ovvio se continua a mangiare i cibi di Vorime ed a star seduto dietro la sua scrivania.E inoltre ieri ho visto sua moglie e dall'espressione credo che vi sta facendo le corna con il vostro superiore.Ah..che rimanga fra noi eh!>> Mentì il detective
Il castello del conte non era poi tanto piccolo: centoquarantacinque stanze divise in circa 4 piani e due alate,ma a Manverio e Narmo interessava solo una stanza.
Entrarono con passo lento e pesante nella stanza dell'omicidio dove ancora era presente il corpo del conte.Era una stanza ben ornata e molto grande con due letti matrimoniali lontani circa cinque metri l'uno dall'altro,.Il letto, che era pieno di sangue, era tutto in legno,legno di pino molto pregiato.
Era tutto in ordine,l'armadio tutto ordinato e l'oro era ancora nella cassaforte quindi sicuramente l'assassino non voleva rubare nulla.
<<Non ci sono indizi non c'è niente!>> esclamò Narmo.
In effetti non è presente nessun indizio,ma non è possibile ed è alquanto improbabile che si tratti di magia! penso fra sè e sè il detective.
<<Avvocato stiamo cercando nel posto sbagliato,venga con me!>> dissè Manverio.
Michele














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