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Cos'è?

Ian di ConversationMarketing.com ha pubblicato il ciclo di vita dell’internet marketing:

The internet marketing lifecycle

Vediamo i passi descritti in questo semplice infograph.

Audience

Un sito internet non può andare da nessuna parte senza dei visitatori. Quindi il primo passo di cui curarsi è portare utenti sul proprio sito web. Già in questa fase molti novelli amministratori si perdono e abbandonano, quindi è importante farla bene. I punti da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Definizione dell’argomento: prima di iniziare a scrivere, dovete decidere di cosa. Utilizzate strumenti quali Google Insights e Google Adwords Tool per trovare una nicchia non troppo competitiva, ma con ottimi margini di profitto;
  • SEO: se seguite MichelePapaleo.it, siete già più avanti di molti amministratori su questo punto! Un po’ di sana ottimizzazione per i motori di ricerca è fondamentale per portare i primi visitatori sul sito, sui quali potete fare leva per tutto il resto del processo;
  • Pubblicità: Google Adwords, display advertising e banner pubblicitari sono il secondo canale per ottenere più visitatori. È più veloce della SEO, ma anche più costoso;
  • Social media: con un po’ di fortuna è possibile che il vostro sito diventi famoso sui social network, e allora non sarà difficile ottenere migliaia di visualizzazioni ogni giorno. Un problema lamentato da più è che il traffico di Facebook, solitamente, ha un bassissimo tasso di conversione.

Una volta attirati i visitatori sul proprio sito, sarà necessario dare loro una ragione per rimanerci.

Significato

Ovviamente, un sito internet per essere competitivo sul mercato deve avere un significato, una ragione di esistere. Non è detto che questo debba essere composto da una serie di pagine testuali, l’interesse può essere suscitato anche con immagini, video, download di programmi e in generale qualsiasi cosa un utente voglia soffermarsi a usufruire. Ovviamente il testo è il tipo di contenuto che viene meglio indicizzato dai motori di ricerca, quindi ogni buon sito deve contenerne una giusta quantità. Nell’area del “significato” ci sono anche tutti gli elementi accessori, come la grafica del sito e il server.

I quattro elementi per avere un buon significato sono:

  • Contenuto: il mezzo attraverso il quale si promuove la propria idea, come un testo o un video;
  • Cura: rileggete sempre un pezzo prima di pubblicarlo, perché ci sono di sicuro errori da correggere. A nessuno piace vedere un errore di ortografia, ne va della vostra credibilità;
  • Performance: un contenuto deve essere performante, deve rimanere impresso nella mente del visitatore per fare colpo;
  • Qualità del sito: direttamente collegato alla performance, un sito web deve essere globalmente percepito come di alta qualità. Ormai la concorrenza è spietata, e la classica pagina-vetrina senza molte informazioni è destinata a fallire. Servono un template professionale, dei colori azzeccati per veicolare il messaggio e dei contenuti unici e memorabili.

Se il vostro sito è interessante e ben curato, allora farà colpo sul nuovo visitatore. Passerà da una pagina all’altra, e dopo un certo numero di visualizzazioni farà il grande passo: si iscriverà al vostro sito e inizierà a seguire gli aggiornamenti.

Comunità

Come ho detto quando mi sono presentato, sono convinto che la nuova SEO debba prendersi cura degli utenti più che dei motori di ricerca. Creare una comunità di fan, di gente che vi segue ad ogni aggiornamento del sito, è indispensabile al giorno d’oggi. Queste persone non solo vi daranno un bacino di utenti che acquisteranno i vostri prodotto con virtualmente zero costi per la pubblicità, ma vi aiuteranno anche nel processo di link building.

Ci sono tre mezzi che un buon creatore di comunità deve prendere in considerazione:

  • Indirizzi email: la posta elettronica è ancora il metodo migliore per formare una comunità. È versatile, e con servizi come Aweber si può sfruttare una lista di email nei modi più disparati. Potete promuovere il vostro prodotto, ma potete anche chiedere un link o una condivisione sui social network del vostro nuovo articolo;
  • Feed RSS: è il canale meno personalizzabile, ma ci sono ancora molte persone che preferiscono seguire un sito tramite questo comodo aggregatore. Niente fronzoli e niente comunicazioni inutili, gli iscritti riceveranno solamente gli aggiornamenti importanti. Qualora vogliate promuovere questo sistema, potete sempre creare dei contenuti da divulgare unicamente agli iscritti al feed;
  • Social Network: ormai sapete bene che un passo fondamentale per creare una comunità è quello di avere il proprio sito sui social network principali. Facebook e Twitter sono il minimo indispensabile, Plus e LinkedIn sono un tocco di stile in più.

I membri di una comunità sono fidelizzati, si fidano di voi e sanno che il vostro prodotto è qualitativamente al top: sono pronti a comprare. Naturalmente voi offrirete loro solo servizi di altissima qualità, questo non è nemmeno il caso di dirlo.

Vendita

Questo passo può essere saltato da chi genera introiti tramite la pubblicità, perché gli basterà mantenere i banner sul proprio sito. Gli altri, invece, vorranno proporre ai propri fan un’offerta allettante. Su questo punto l’infograph non si dilunga più di tanto, ma voglio comunque elencarvi i punti più importanti che dovete prendere in considerazione quando volete vedere un servizio a chi vi segue.

  • Ricerche di mercato: è il primo passo verso l’ideazione di un prodotto di successo. Chi sono i vostri visitatori? Qual è la loro età media? Sono maschi o femmine? Quali problemi cercano di risolvere? Queste sono alcune delle domande che vi dovete porre per definire il target d’utenza. Il modo più semplice per ottenere queste informazioni è semplicemente chiederle: usate la vostra lista email per fare un sondaggio: molti saranno felici di rispondere. Se avete un nutrito gruppo su Facebook, nell’Insight potrete vedere alcune interessanti caratteristiche demografiche;
  • Scelta del prodotto: definito l’utente tipo, è il momento di creare un prodotto su misura per lui. Risolvete il problema che lo assilla, utilizzando il mezzo adeguato (ebook, video, merce spedita a casa) e ad un prezzo adeguato per la sua situazione economica;
  • Upselling: vendere un prodotto è un conto, venderne dieci è molto meglio. È molto più facile vendere qualcosa ad un vecchio cliente soddisfatto che ad un nuovo visitatore. Per questo vi consiglio di avere sempre un’offerta vasta da proporre ai clienti più affezionati.

Da qui il procedimento riparte da capo: si cercano nuovi utenti tramite motori di ricerca, social network e link. Ma lo si fa partendo da una solida community di base, che renderà le cose più semplici.

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