
Magari alcuni lettori possono non sapere che cosa sia lo “spam sociale” e in quale modo esso sfrutti i social media. Tuttavia, proprio coloro che lavorano all’interno di questi grandi “colossi” del web sembrano decisi ad eliminare questa “piaga” che sta sempre più dilagando anche a causa delle diffusione, sempre più capillare, dei social network e del loro utilizzo.
Lo spam sociale, o like-jacking, consiste nella realizzazione di una sorta di spam che sfrutta la presenza di amici o anche di semplici following all’interno dei più famosi social network, come Facebook e Twitter.
Tale spam ha lo scopo di spingere gli utenti che ne sono vittima ad aggiungere un like, oppure a digitare un determinato link, che rimandi ad un contenuto non del tutto gradito da parte del destinatario.
L’elemento fondante di questo nuovo sistema di spamming, che ne sta determinando anche la rapida diffusione, sta nel canale, relativamente nuovo, differente rispetto alla normale mail ed anche nell’affidabilità dell’utente che effettua lo spam.
Secondo gli ultimi dati diffusi sembra che durante il 2010 il 4% dei messaggi diffusi attraverso Facebook, e l’1,5% di quelli realizzati con Twitter, avesse un contenuto parificabile allo spam.
Ecco perché i social network più famosi hanno deciso di riunirsi allo scopo di individuare le tecniche di nuova diffusione dello spam e combatterle.
Su questa scia, Facebook ha già bloccato 200 milioni di contenuti pericolosi. Tuttavia, il fenomeno è in rapida crescita e questo contrattacco sembra essere ancora insufficiente.
Si dovrà attendere la prossima “mossa” da parte degli spammer oppure i social network riusciranno ad anticipare il prossimo attacco?


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