Giovedì 6 ottobre 2011 tutti i siti web di tutto il mondo si sono ritrovati senza PageRank. O meglio, tutte le toolbar, compresa quella di Google, si sono spente all’improvviso e, al momento in cui scrivo, non sono ancora tornate attive.
Dopo lo shock iniziale e la paura che Google sia sbarazzato del famoso indice di prestigio così all’improvviso, arriva la chiarezza: Google ha semplicemente cambiato la URL della toolbar.
Naturalmente ci vorrà un po’ di tempo prima che tutti i servizi di controllo e visualizzazione PageRank tornino a funzionare, compresa la toolbar di Google.
Ad ogni modo, nel caso voleste intervenire sin da subito sui vostri widget per ripristinare la funzione, ecco la nuova URL della toolbar:
http://toolbarqueries.google.com/ tbr? client = navclient-auto & features = Rank & ch = 8f3b58e04 & q = info: [ URL ]
È tempo di cambiare?
Già, il titolo di questo post non era stato scritto a caso.
Il caos che questo ‘glitch’ ha causato è soltanto la spia di un’ossessione che ha messo da tempo le sue fondamenta sul web, e che bisogna smentire: Google PageRank non è un fattore attendibile di qualità di un sito web.
Non soltanto esistono molte altre misure di qualità di un sito (Alexa, Quantcast, MozRank, Trustrank) ma è tempo che si torni alla sostanza: v’interessa un sito web? Volete verificare che sia di qualità? Apritelo e studiatelo a fondo! I vostri occhi possono dirvi molto più di un semplice metro sulla qualità e la rilevanza di un sito potenzialmente interessante per le vostre campagne di advertising o semplicemente per cercare informazioni.
Lasciate che PageRank vi dica soltanto qualcosa del sito in questione. Il resto fatelo voi, umanamente.













