Google: gli aggiornamenti di marzo

panda update

Anche se marzo è ormai passato da un paio di settimane, è sempre utile andare a controllare quali siano stati gli aggiornamenti del mese effettuati dal noto motore di ricerca. Non dimentichiamo che aggiorna i suoi algoritmi circa 500 volte all’anno, e per questo ogni mese porta a delle novità. Non saranno tutti update del calibro di , ma non per questo andrebbero ignorati: cento piccoli aggiornamenti possono avere lo stesso impatto di uno grande.

L’elenco che segue è particolarmente importante per chi non segue mese per mese gli aggiornamenti di Google. Potrete capire quali sono le aree sulle quali Big G si sta concentrando, e sapere quali sono gli elementi che in futuro rivestiranno una maggiore importanza.

Ma non è un processo semplice. Raramente Google dà delle indicazioni chiare riguardo a quello che ha fatto nelle settimane precedenti, e c’è un largo margine di interpretazione. Per questo ogni principale sarà accompagnato dalla citazione originale, seguita da una spiegazione.

Modifiche all’anchor text

Tweaks to handling of anchor text. [launch codename "PC"] This month we turned off a classifier related to anchor text (the visible text appearing in links). Our experimental data suggested that other methods of anchor processing had greater success, so turning off this component made our scoring cleaner and more robust.

Better interpretation and use of anchor text. We’ve improved systems we use to interpret and use anchor text, and determine how relevant a given anchor might be for a given query and website.

La prima parte indica una modifica al modo in cui vengono gestiti gli anchor text: un parametro è stato rimosso. Non è dato sapere quale. La seconda è una modifica all’analisi della rilevanza data a determinate parole chiave nei link. Personalmente credo si tratti di una modifica atta a valutare un link in base alle parole chiave presenti in tutto il documento e dominio del sito referente, non solo nell’anchor. Questo è ancora un punto debole di Google, e Larry Page e compagni lo sanno.

In ogni caso questo è un segnale che indica come Google presti ancora molta attenzione ai link. Dopo il farmer update si continua a cercare di togliere importanza ai link non naturali, e per questo sottolineo come sia indispensabile fare attenzione a che tipo di campagna di link building si intende fare.

Modifiche per la ricerca di immagini

More relevant image search results. [launch codename "Lice"] This change tunes signals we use related to landing page quality for images. This makes it more likely that you’ll find highly relevant images, even if those images are on pages that are lower quality.

Improvements to Image Search relevance. [launch codename "sib"] We’ve updated signals to better promote reasonably sized images on high-quality landing pages.

La prima modifica distacca, finalmente oserei dire, la ricerca di immagine dalla ricerca web classica. Il nuovo dovrebbe permettere a Google di restituire immagini rilevanti per la query anche se provengono da pagine scarsamente ottimizzate per la SEO. Questo può essere un vantaggio per tutti quei siti che fanno fatica a posizionarsi per query competitive. L’utilizzo di immagini di alta qualità e ben ottimizzate (utilizzo dei tag title e alt) possono portare a molte visite. Questa è una grande notizia anche per gli amministratori di siti che pubblicano solo immagini o quasi: in futuro non saranno più ignorati da Google.

La seconda modifica, invece, riguarda la dimensione delle immagini. Foto di “grandezza ragionevole” (leggasi: più piccole) saranno premiate quando pubblicate su siti di alta qualità, ossia già popolari. Non sono sicuro della motivazione dietro a questo aggiornamento, ma è bello sapere che Google si sta preoccupando anche della ricerca delle immagini.

Inclusione dei simboli nella ricerca

Improvements to handling of symbols for indexing. [launch codename "Deep Maroon"] We generally ignore punctuation symbols in queries. Based on analysis of our query stream, we’ve now started to index the following heavily used symbols: “%”, “$”, “\”, “.”, “@”, “#”, and “+”. We’ll continue to index more symbols as usage warrants.

Questo è un aggiornamento degno di nota, perché farà la felicità di molti amministratori. In passato Google ignorava sistematicamente alcuni simboli grafici all’interno delle ricerche, come la virgola o il cancelletto. Tuttavia questi simboli vengono utilizzati sempre più spesso, e i motori di ricerca non possono più ignorarli come una volta.

Bit.ly veniva ad esempio indicizzato come bitly o bit ly, il che poteva portare a un po’ di confusione. Tutti coloro che hanno un sito che comprende uno dei caratteri sopraelencati nel titolo, dovrebbero essere felici. In futuro, dice la nota, anche altri simboli verranno indicizzati.

La sensazione è che questo aggiornamento sia stato fatto per Twitter: infatti sia le menzioni (simbolo @) che gli hashtag (simbolo #) sono ora indicizzati.

Query di navigazione

Improvements to results for navigational queries. [launch codename "IceMan5"] A “navigational query” is a search where it looks like the user is looking to navigate to a particular website, such as [New York Times] or [wikipedia.org]. While these searches may seem straightforward, there are still challenges to serving the best results. For example, what if the user doesn’t actually know the right URL? What if the URL they’re searching for seems to be a parked domain (with no content)? This change improves results for this kind of search.

Better handling of queries with both navigational and local intent. [launch codename "ShieldsUp"] Some queries have both local intent and are very navigational (directed towards a particular website). This change improves the balance of results we show, and helps ensure you’ll find highly relevant navigational results or local results towards the top of the page as appropriate for your query.

Una query di navigazione, spiega la nota, è una ricerca dove l’utente cerca un sito in particolare. Ad esempio le query “new york times” o il classico “wikipedia.org”. Queste query sono difficili da rispondere in certi casi, ad esempio quando l’utente non si ricorda bene il nome del sito. Questi due aggiornamenti sono atti a migliorare l’esperienza dell’utente con ricerche di questo tipo.

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