Entra in casa e non trova più nessun mobile e nessun oggetto prezioso. Voi direte che non c'è niente di strano se non fosse che i mobili e gli oggetti erano virtuali. E' successo pochi giorni fa: una giovane palermitana ha denunciato il furto di mobili virtuali (dal valore di oltre 100 euro) sull'applicazione di Facebook, Pet Society.

La polizia postale è già sulle tracce del pirata informatico che si è intrufolato nell'account di posta della ragazza e che ha rubato i mobili virtuali.
Sembra proprio che la procura di Palermo accetti questo tipo di denuncia e il cracker rischia, secondo legge, da uno a cinque anni di carcere.
Ma quello che più lascia di stucco è il fatto che l'utente medio dia priorità ai ''mobili virtuali su pet society'' piuttosto che ai suoi dati privati. Sinceramente sarei più preoccupato di saper che dati hanno rubato piuttosto che preoccuarmi per quattro pixel virtuali.
Michele













