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Cos'è?

In diversi articoli ho più volte sottolineato l’importanza della fase di monitoraggio all’interno di una strategia. È una delle fasi più delicate, se non la più importante: da qui riesci a capire se la tua strategia sta ottenendo i risultati sperati oppure c’è bisogno di rivedere alcuni aspetti.

La fase di monitoraggio si concretizza con lo sviluppo di una reportistica il più dettagliata possibile da presentare al cliente o al proprio supervisore. In questo articolo vediamo quali aspetti tenere in considerazione per sviluppare un sistema di Social Media Reporting.

1 – Obiettivi e stakeholder

Il primo fattore da analizzare è l’obiettivo del report. Cerca di capire qual è lo scopo di questa reportistica e cosa vuoi mostrare al tuo cliente. Dall’obiettivo dipenderanno diversi fattori che influenzeranno il tuo report e i dati che andrai a mostrare.

Dopodiché cerca di capire chi sono i tuoi stakeholder: chi andrà a leggere il report? È una persona con un minimo di esperienza nel campo oppure no? Se inizi a parlare di reach ed engagement capisce oppure è necessario spiegare meglio e nel dettaglio di che cosa stiamo parlando?

Nella maggior parte dei casi il tuo interlocutore sarà una persona che ha una conoscenza approfondita di social media marketing e marketing in generale, ma è sempre meglio approfondire con chi ci confrontiamo.

2 – Decidere le metriche da analizzare

Quando decidi cosa includere nel tuo report, non puoi non partire dagli obiettivi e dai tuoi stakeholder. Scegli delle metriche che puoi usare in più situazioni e che possano portare valore aggiunto al tuo business. Le metriche dipenderanno dalle tue esigenze e dai social network che stai usando per la tua azienda.

Spesso sarà necessario lavorare con le metriche base per mettere in evidenza particolari dettagli e/o informazioni richieste dai tuoi stakeholder (per esempio, il tasso di conversione del traffico proveniente da Motore di Ricerca).

Infine devi essere sicuro di utilizzare le stesse metriche con gli stessi valori nei tuoi report. Cerca di non creare confusione altrimenti risulterà ancora più difficile per i tuoi stakeholder capire di che cosa si sta parlando.

3 – Usa gli strumenti adatti

Ancora prima di generare il tuo primo report assicurati di aver scelto un valido strumento che ti possa affiancare nella tua reportistica.

Spesso gli strumenti gratuiti hanno delle limitazioni relative al numero di metriche da poter monitorare o al numero di report che si possono effettuare. Ci sono, invece, diversi strumenti molto completi a pagamento che ti permettono di andare molto in profondità nell’analisi dei tuoi profili social e quelli dei tuoi competitor.

Solitamente gli strumenti a pagamento offrono un periodo di trial durante il quale puoi sperimentare lo strumento e capire se è quello adatto al caso tuo.
Per capire quale strumento utilizzare, poniti le seguenti domande:

  • Quale Social Network devi analizzare?
  • Quali metriche devi includere nel tuo report?
  • Che tipologia di supporto offre lo strumento?
  • Quali saranno le prossime feature sviluppate dallo strumento?

È importante capire l’affidabilità di uno strumento e del suo team: prenditi tutto il tempo che ti serve per lo studio di diverse piattaforme e per scegliere quella più adatta alle tue esigenze.

4 – Scegli un range temporale da analizzare

Quando imposti una reportistica, evita di cambiare i range temporali analizzati: nel lungo periodo risulterebbe difficile capire la reale variazione quantitativa delle metriche analizzate. Cerca di mantenere un periodo standard e se i tuoi stakeholder hanno delle particolari esigenze, puoi creare più report di intervalli diversi.

Solitamente considera come intervallo minimo 2 settimane – 1 mese. Ed è altrettanto importante effettuare le analisi sempre con il medesimo tool per evitare degli errori di calcolo o approssimazione.

In conclusione

La fase di monitoraggio è importante per comunicare ai tuoi stakeholder il valore e la qualità del tuo lavoro. È un modo con il quale riusciamo a far capire, nello specifico, quali risultati stiamo ottenendo e verso dove stiamo andando.

Cercando su Google si trovano diversi format, ma il mio consiglio è quello di creare il proprio format personale, da adattare in base alle esigenze del progetto/cliente.

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