Sono molti i siti web su Internet che trattano questo argomento, ovvero quando, come e se aprire la partita Iva per il proprio web blog, ma le informazioni sono molto discordanti fra di loro, quindi vediamo di fare un po di chiarezza

Prima di analizzare il problema, vi invito a dare un'occhiata al seguente video del Dottor Spataro di Civile.it
Da quanto avrete capito dal video, bisogna aprire la partita iva se vi state organizzando per fare impresa, ovvero per ricevere soldi in cambio del vostro lavoro (in poche parole se volete vivere con i guadagni del vostro blog). Aprendo la partita iva dovete anche pagare gli oneri provvidenziali, il che si parla di un sacco di soldi. Resta il fatto però che le varie aziende straniere che ti permettono di guadagnare con i loro banner (adsense e company) non richiedono alcun documento fiscale o partita iva poichè loro, nel loro paese, sono in regola con le tasse e non gliene importa più di tanto se tu non paghi le tasse nel tuo paese, quindi tu puoi guadagnare anche senza avere partita Iva. Invece le società italiane ti richiedono una ricevuta con ritenuta d'acconto su quanto hai guadagnato, ovvero se guadagni 80 euro, il 20% viene versato come tassa e i tuoi guadagni devono essere registrati nel nella dichiarazione dei redditi.
Quindi anche se guadagni 10 euro con il tuo blog devi pagare un sacco di soldi fra partita iva e oneri provvidenziali, almeno in Italia.
Secondo me, ci dovrebbe essere una legge che permette di guadagnare legalmente quelle poche decine di euro che un blogger guadagna con il suo sito web, e che spende per mantenere hosting e la manutenziuone del sito, perchè è impensabile che un piccolo blog che guadagna si e no 100 euro in un anno debba pagare soldi per aprire la partita iva e magari perderci anche soldi sui guadagni!
Voi cosa ne pensate?
Michele













