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Cos'è?

Ci sono tanti modi di fare SEO, tanti punti di vista differenti. Applicare le tecniche ai nostri siti, che siamo dei SEI o no, di certo aiuta, ma acquisire la mentalità è d’obbligo anche, per evitare errori grossolani e di procedere senza un piano ben preciso in mente.

Vediamo cosa c’insegnano i poeti per migliorare la nostra strategia SEO.

7 Consigli dalla Poesia

1. Scrivere SEO è come scrivere poesia. I poeti usano un linguaggio particolare per i loro componimenti; il linguaggio comune è troppo ordinario e non rende giustizia ai sentimenti e alle idee profonde che una poesia vuole trasmettere. Ebbene, chi scrive SEO è un po’ come un poeta: l’utilizzo comune dell’HTML è troppo poco specifico, serve di più; serve attenzione al dettaglio, alla rilevanza dei link e dei contenuti. E poi, non si può scherzare sulle keyword, no?

2. La metrica delle keyword. E qui arriviamo. Come il poeta necessita di seguire la metrica scelta perché il suo componimento abbia ritmo e fluisca nel modo giusto, così il SEO deve seguire la metrica delle keyword e delle frasi chiave, che devono rimanere il centro attorno al quale costruire l’intera pagina web. Ovviamente, evitando di esagerare con una densità delle keyword (frequenza delle parole chiave nel testo) più alta del 3%.

3. Ad ogni parola il suo ruolo. Ogni parola sul Web dev’essere attentamente pesata, valutata e inserita in maniera tale da fluire in maniera efficace assieme alle altre. Gli utenti del Web non riescono a stare a lungo davanti allo schermo, perciò i testi dovrebbero essere brevi, concisi, essenziali. Meglio farli rientrare nelle 400 parole di lunghezza. In particolare, il SEO deve tener conto della già menzionata densità delle keyword, e dunque il testo dev’essere ben bilanciato anche in quel senso.

4. Non bisogna eccedere nella licenza poetica. Niente keyword stuffing, densità maggiore del 5%, keyword trasparenti o nascoste. Insomma, niente trucchi da SEO black hat. I motori di ricerca (nonché gli utenti) sanno essere davvero severi con chi imbroglia.

5. Il ritmo dei contenuti. In poesia basta spostare una virgola perché il testo perda tutta la sua efficacia e la sua espressività. Così accade anche nei testi ottimizzati per i motori di ricerca: l’impostazione dei contenuti è un elemento fondamentale, che fin troppi webmaster tendono a trascurare. Occorre porre attenzione alla sequenza dei titoli dei paragrafi (H1, H2, H3, H4, …), alla spaziatura tra un paragrafo (un’idea per ogni paragrafo, come in questo articolo) e l’altro, al non piazzare più di un link per paragrafo, ecc. Ci vuole poco a perdere visite.

6. L’ispirazione è importante. Da soli non si va molto lontano. Bisogna aggiornarsi, informarsi, vedere le cose da angolature diverse. Così come si possono scrivere trenta poesie diverse sul mare, così si può vedere il SEO sotto trenta punti di vista diversi. Occorre tenere tutto in considerazione.

7. Il circolo dei poeti SEO. I poeti, e gli scrittori in genere, fanno del networking una fetta di pane quotidiano. E’ importante che anche gli esperti SEO e i webmaster che si occupano di SEO facciano lo stesso. Comunicare, scambiarsi opinioni e consigli, anche contrastanti, aiuta ad ampliare la propria visione della disciplina e può farci contribuire più attivamente al suo sviluppo.

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